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Lullaby

Antonella Garzonio

Lullaby
Lucente
di stelle appese,
la notte offre il suo volto ai guardiani del sonno,
il fluttuare ozioso dell'aria
si riempie di dolorosa assenza
che adombra la vita
smarrita nei vicoli della malinconia.
Su onde di pensieri
il mio amore per te
ha il colore di emozioni lasciate
fra passato e tempo a venire.
Nell'aria scura,
Hypnos intona le sue nenie stonate
che il vento disperde lontano,

verrà la quiete
e sarà un nuovo giorno.

Antonella Garzonio | Poesia pubblicata il 12/08/15 | 1858 letture | 9 commenti |

Nota dell'autore:

«Immagine web Lullaby The Cure»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

 


 

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9 commenti degli altri autori a questa poesia:

«Un amore fiabesco all'interno di un sogno che si conclude all'apparire del sole e si ripeterà la notte successiva. Passaggi di sentimento profondo che emozionano il lettore. Bella lirica.»
Luciano Capaldo (01/03/2016)

«Verrà la quiete è sarà un nuovo giorno. L'autrice pone fine ad una lirica eccellente con questa magnifica chiusa.»
Umberto De Vita (01/03/2016)

«Notti popolate da malinconia e dolorosa assenza, mentre la mente pensa ad un amore passato. Originale e suggestiva questa lirica che parla di un amore sospeso tra passato e futuro. Versi leggeri che fluttuano insieme ad immagini eleganti coinvolgendo il lettore. Bel lavoro.»
Giuseppe Gallo (01/03/2016)

«Bella ed originale, con maestria sa ricreare lo stato d'animo nelle notti di inquietudine, quando malinconia e tristezza riaffiorano dal buio concretizzandosi... e allora solo il sonno profondo si invoca perché ci porti al di là, verso le speranze che nasceranno in un nuovo giorno.»
(15/08/2015)

«Notti da incubo vengono decantate in questa lirica che è alquanto inquietante, ispirandosi alla nenia di Lullaby che veniva cantata al bimbo dal padre per farlo addormentare donandogli tremendi incubi. Per fortuna che arrivava il giorno con la sua magica luce a rasserenarlo, solo fino a quando non arrivava la nuova notte. Lirica verseggiata egregiamente con versi scorrevoli, apprezzasti!»
(14/08/2015)

   «Testo onirico di ninnananne e nenie remote, con attinenza alla ninna nanna cantata da Mercedes ne labirinto del fauno.
Tutto si dipana in un tempo misterioso di reminiscenze mistagoghe di un infanzia sospesa,, dove la ninna nanna esorcizza la paura della solitudine. In tutto questo sentire struggente vivono note chiare di un nuovo amore che sovrasta ogni dolore. Testo molto maturo a coronamento di un percorso artistico intrapreso da una poetessa che con caparbietà e coraggio e'riuscita a dare espressione ed emozione. Veramente un plauso!»
Eolo (13/08/2015)

«Uscire dalla magia della notte per affrontare un nuovo giorno. La poetessa ci descrive il sogno delle ore notturne con versi fantasiosi e coinvolgenti come se fosse una favola sempre bella da ascoltare. Poi spunta il sole, la sua luce spegne l'irrealtà,ma tutto si ripeterà la notte successiva. Un lavoro che ho letto con tanto piacere. Complimenti alla poetessa.»
Pagu (13/08/2015)

«Particolarmente suggestiva questa lirica ispirata da ninne nanne dalle note "stonate " che vengono intonate per allontanare la paura del buio e della solitudine. Ritroviamo nel contempo rime colme d'amore che sanno riportare la quiete del sonno e da qui un nuovo giorno. Molto intenso il testo che riporta il pensiero e lo spirito alle origini primordiali, in cui il suono era alla base di ogni attività estetica, di ogni vicenda umana... il mio encomio .»
Anna Di Principe (13/08/2015)

«Originale questa poesia, ispirata a Lullaby, il brano che è stato oggetto di molte speculazioni da parte dei fan, che nel testo della canzone hanno voluto intravedere riferimenti alla droga e alla depressione.
L'ispirazione per la canzone venne a Robert Smith dai suoi ricordi d'infanzia ripensando alla terrificante ninna nanna che suo padre gli cantava quando non riusciva a dormire. Infatti aveva un finale orribile, del tipo "dormi adesso, bel bambino o non ti sveglierai mai più... " La poetessa con eleganza ed armonia esprime versi che incuriosiscono ed avvincono il lettore. Ottimo lavoro!»
Rosetta Sacchi (12/08/2015)


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La prima poesia pubblicata:
 
Raccontami di te (06/08/14)

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